DEPURAZIONE SBR
DESCRIZIONE
IMPIANTO
CAMPI
D’IMPIEGO
DOWNLOAD
DOCUMENTI TECNICI
VANTAGGI
PER I PROFESSIONISTI
FAQ
DOMANDE FREQUENTI
Impianti di Depurazione SBR
Sequencing Batch Reactor per il trattamento biologico delle acque reflue
Gli impianti di depurazione SBR Gazebo sono sistemi biologici a fanghi attivi che trattano le acque reflue mediante cicli successivi programmati.
SBR significa Sequencing Batch Reactor, cioè reattore discontinuo a fasi sequenziali.
A differenza degli impianti in continuo, le principali fasi del trattamento non sono distribuite in comparti successivi, ma organizzate nel tempo all’interno del reattore.
Nel reattore SBR l’ossidazione biologica e la sedimentazione finale avvengono quindi nello stesso comparto, in momenti diversi. Il trattamento è svolto dalla biomassa sospesa presente nei fanghi attivi.
La gamma di impianti SBR Gazebo comprende modelli da 8 fino a 450 Abitanti Equivalenti.
La configurazione deve essere verificata in funzione dell’utenza, delle portate, delle caratteristiche del refluo, del recapito finale e dei limiti allo scarico applicabili.
Come funziona un impianto SBR
Un impianto SBR tratta il refluo attraverso una sequenza programmata di alimentazione, aerazione, sedimentazione ed estrazione. Ogni fase svolge una funzione specifica e si ripete ciclicamente nell’arco della giornata.
Durante l’alimentazione, il refluo entra nel reattore e viene a contatto con la biomassa rimasta dal ciclo precedente. L’aerazione fornisce l’ossigeno necessario al processo biologico. Successivamente l’aerazione si interrompe, i fanghi sedimentano e l’acqua chiarificata può essere estratta.
Il programma standard prevede quattro cicli di sei ore nell’arco della giornata, organizzati in cinque fasi.
Le cinque fasi
del ciclo SBR
1
ALIMENTAZIONE
Il refluo raccolto nel comparto di accumulo e omogeneizzazione viene trasferito nel reattore secondo la sequenza programmata. Qui entra in contatto con la biomassa sospesa presente nei fanghi attivi e rimasta dal ciclo precedente.
2
AERAZIONE INTERMITTENTE
La soffiante immette aria attraverso i diffusori a disco. L’apporto di ossigeno sostiene il processo di ossidazione biologica svolto dalla biomassa.
3
SEDIMENTAZIONE
L’alimentazione e l’aerazione del reattore si interrompono. In condizioni di quiete, i fanghi si depositano sul fondo, mentre l’acqua chiarificata rimane nella parte superiore del comparto.
4
ESTRAZIONE
DELL’ACQUA DEPURATA
Al termine della sedimentazione viene estratta la frazione chiarificata. Le caratteristiche dell’acqua in uscita dipendono dal refluo, dal dimensionamento, dalla configurazione dell’impianto e dalle condizioni operative.
5
ESTRAZIONE
DEL FANGO IN ECCESSO
Il fango biologico prodotto in eccesso viene allontanato secondo il programma di funzionamento previsto per l’impianto.
Configurazione degli impianti di Depurazione SBR Gazebo
Gli impianti SBR Gazebo sono costituiti da una o più vasche collegate e dai comparti necessari alle diverse fasi di trattamento.
La configurazione può comprendere:
- sgrossatura o sedimentazione primaria;
- accumulo e omogeneizzazione;
- reattore biologico SBR;
- armadio per le apparecchiature meccaniche ed elettriche.
SGROSSATURA O SEDIMENTAZIONE PRIMARIA
Il comparto preliminare è destinato alla separazione dei materiali grossolani e dei solidi sedimentabili, secondo la configurazione prevista per il modello selezionato.
ACCUMULO E OMOGENEIZZAZIONE
Il comparto di accumulo e omogeneizzazione riceve il refluo e consente di alimentare il reattore secondo la sequenza prevista dal ciclo SBR.
La sua configurazione deve essere definita in relazione alle portate, alle modalità di utilizzo dell’insediamento e all’andamento degli scarichi.
REATTORE SBR
Nel reattore SBR si svolgono, in successione, l’alimentazione, l’ossidazione biologica, la sedimentazione, l’estrazione dell’acqua chiarificata e l’allontanamento del fango in eccesso.
Ossidazione e sedimentazione non avvengono contemporaneamente, ma si alternano secondo il programma gestito dall’unità di comando.
ARMADIO APPARECCHIATURE
Le componenti meccaniche ed elettriche sono installate in un armadio dedicato che contiene l’unità di comando e gli elementi necessari al funzionamento dell’impianto.
Vasche prefabbricate e sistemi costruttivi
Le vasche degli impianti SBR sono realizzate con gli innovativi “FRC Gazebo System” o “SCC Gazebo System”.
La struttura è rinforzata mediante costoloni verticali e puntoni o tiranti interni in acciaio inox AISI 304.
Gli Impianti di Depurazione SBR
garantiscono molti vantaggi.
VASCHE INDISTRUTTIBILI
DI ULTIMA GENERAZIONE
CON CALCESTRUZZO AUTOCOMPATTANTE E FIBRORINFORZATO
TECNOLOGIE ESCLUSIVE:
SCC GAZEBO SYSTEM
FRC GAZEBO SYSTEM
FUNZIONAMENTO A BASSO
CONSUMO ENERGETICO
TECNOLOGIA AFFIDABILE
E CONSOLIDATA
ALTO RENDIMENTO
DEPURATIVO
SEMPLICITÀ
DI GESTIONE
RIDOTTI COSTI
DI GESTIONE
FACILE ACCESSIBILITÀ
E AGEVOLE MANUTENZIONE
ZERO COSTI
DI FERMO IMPIANTO
CONTROLLO FLESSIBILE
CON PLC
ASSENZA COMPONENTI MECCANICI
A CONTATTO CON ACQUE REFLUE
ASSENZA ELETTROPOMPE
A CONTATTO CON ACQUE REFLUE
Dotazioni standard
Gli impianti SBR Gazebo sono corredati delle opere elettromeccaniche e delle carpenterie necessarie alla realizzazione dei comparti di trattamento.
La dotazione standard comprende:
- manicotti in PVC per l’ingresso e lo scarico;
- deflettori;
- setti interni in c.a.;
- air lift per la movimentazione dei liquami;
- soffiante a basso livello di rumore per la produzione dell’aria compressa;
- gruppo valvole;
- diffusori a disco con membrana in EPDM;
- unità di comando a microprocessore.
Accessori e configurazioni disponibili
Gli impianti SBR possono essere completati con accessori e configurazioni da valutare in funzione delle condizioni di installazione.
Gli accessori comprendono:
- rivestimenti specifici per le superfici interne ed esterne delle vasche;
- coperture pedonali o carrabili;
- chiusini in ghisa sferoidale.
L’idoneità delle coperture, dei rivestimenti e degli altri accessori deve essere verificata considerando le condizioni di posa, i carichi previsti e le caratteristiche del sito.
D’IMPIEGO

Piccole comunità urbane e rurali

residenze unifamiliari

aziende artigiane e commerciali

campeggi

villaggi turistici

hotel e Alberghi

Centri Commerciali
Gli impianti SBR Gazebo possono essere utilizzati per il trattamento di reflui civili, assimilabili e industriali, previa verifica tecnica.
La scelta e il dimensionamento dipendono dalle caratteristiche del refluo, dalle portate e dai carichi, dal recapito finale e dai limiti allo scarico applicabili.
Nel caso dei reflui industriali, è necessario caratterizzare lo scarico per verificarne la compatibilità con il processo biologico e stabilire se siano necessari trattamenti preliminari a monte dell’impianto SBR.
Riferimenti normativi
Il reattore degli impianti SBR da 8 a 50 Abitanti Equivalenti è dimensionato in conformità alla norma UNI EN 12566-3.
Per gli impianti da 51 a 450 Abitanti Equivalenti, il dimensionamento del reattore è effettuato secondo il riferimento tecnico ATV A 122.
Il riferimento utilizzato per il dimensionamento non sostituisce la verifica del singolo progetto.
Le caratteristiche del refluo, le prestazioni richieste, i requisiti autorizzativi e i limiti allo scarico devono essere valutati in funzione dell’applicazione e del recapito finale.
Dimensionamento degli impianti SBR
Il dimensionamento di un impianto SBR deve partire dai dati reali dell’utenza e dello scarico.
Il numero di Abitanti Equivalenti costituisce un riferimento importante, ma non sostituisce la verifica delle portate, dei carichi e del loro andamento nel tempo.
Dati necessari per la valutazione tecnica
Per individuare la configurazione da approfondire è opportuno conoscere:
- numero di Abitanti Equivalenti e criterio utilizzato per determinarlo;
- tipologia di insediamento e modalità di utilizzo;
- portata media e portate di punta, quando disponibili;
- carichi idraulici e organici;
- andamento giornaliero, settimanale o stagionale degli scarichi;
- caratteristiche note del refluo ed eventuali apporti non domestici;
- temperatura del refluo, quando rilevante per il progetto;
- recapito finale previsto;
- limiti allo scarico applicabili;
- spazi disponibili, quote, accessibilità e condizioni di posa;
- eventuali pretrattamenti o impianti esistenti da integrare.
DOCUMENTI TECNICI IMPIANTI DI DEPURAZIONE SBR
I professionisti interessati a voci di capitolato, schemi, schede e disegni tecnici, file dwg e PDF possono accedere alla documentazione tecnica, o per maggiori informazioni compilare il form.
Voci di Capitolato per Impianti di Depurazione SBR
N.ro ____ DEPURATORE SBR (Sequencing Batch Reactor) mod. GAZEBO monoblocco prefabbricato in C.A. da interrare conforme alla norma UNI EN 12566-3(*) con certificato CErealizzato con calcestruzzo autocompattante SCC (Self Compacting Concrete), confezionato con CEMENTO PORTLAND conforme a UNI EN 197-1, con aggiunta di minerali tipo I – carbonato di calcio filler ventilato ed inerti conformi a UNI EN 12620, avente resistenza a compressione C50/60 (Rck ≥ 600 Kg./cmq.), classi di esposizione XC4 (cls resistente alla corrosione da carbonatazione), XS2/XD2 (cls resistente alla corrosione da cloruri), XF1 (cls resistente all’attacco del gelo/disgelo) conformi norma UNI EN 206-1, dotato di armature interne d’acciaio ad aderenza migliorata e rete elettrosaldata tipo B450C controllate in stabilimento, il tutto conforme D.M. 17.01.2018, avente superfici esterne ed interne con finitura faccia a vista a totale eliminazione di porosità e nidi di ghiaia – completo di manicotti in PVC per collegamento tubazioni ingresso e scarico, deflettori, setti interni in c.a., air-lift per la movimentazione dei liquami, soffiante a basso livello di rumore per la produzione dell’aria compressa, gruppo valvole, diffusori a disco con membrana in EPDM, carpenterie per staffe in acciaio, unità di comando a microprocessore.
(*) campo di applicazione norma: popolazione fino a 50 A.E.
Tipo: SBR-___
Dimensioni esterne vasca: cm _____ x ____ x (h=___)
Potenzialità trattamento: ____ A.E.
Carico idraulico: ____ lt/ab x g
Carico organico specifico: ___ gr BOD5/ab x g
Peso: ql ____
-
N.ro ____ COPERTURA PEDONALE (carico accid. max. = 200 Kg/mq) monoblocco prefabbricata in C.A. realizzata con calcestruzzo autocompattante SCC (Self Compacting Concrete), confezionato con CEMENTO PORTLAND conforme a UNI EN 197-1, con aggiunta di minerali tipo I – carbonato di calcio filler ventilato ed inerti conformi a UNI EN 12620, avente resistenza a compressione C50/60 (Rck ≥ 600 Kg./cmq.), classi di esposizione XC4 (cls resistente alla corrosione da carbonatazione), XS2/XD2 (cls resistente alla corrosione da cloruri), XF1 (cls resistente all’attacco del gelo/disgelo) conformi norma UNI EN 206-1, dotato di armature interne d’acciaio ad aderenza migliorata e rete elettrosaldata tipo B450C controllate in stabilimento, il tutto conforme D.M. 17.01.2018, avente superfici esterne ed interne con finitura faccia a vista a totale eliminazione di porosità e nidi di ghiaia – completa di chiusini in ghisa sferoidale B125 o in lamiera d’acciaio zincato.
Dimensioni esterne copertura: cm ___ x ____ x (spessore=10)
Peso: ql _____
-
N.ro ____ COPERTURA CARRABILE traffico leggero (carico accid. max. = 2.000 Kg/mq) monoblocco prefabbricata in C.A. realizzata con calcestruzzo autocompattante SCC (Self Compacting Concrete), confezionato con CEMENTO PORTLAND conforme a UNI EN 197-1, con aggiunta di minerali tipo I – carbonato di calcio filler ventilato ed inerti conformi a UNI EN 12620, avente resistenza a compressione C50/60 (Rck ≥ 600 Kg./cmq.), classi di esposizione XC4 (cls resistente alla corrosione da carbonatazione), XS2/XD2 (cls resistente alla corrosione da cloruri), XF1 (cls resistente all’attacco del gelo/disgelo) conformi norma UNI EN 206-1, dotato di armature interne d’acciaio ad aderenza migliorata e rete elettrosaldata tipo B450C controllate in stabilimento, il tutto conforme D.M. 17.01.2018, avente superfici esterne ed interne con finitura faccia a vista a totale eliminazione di porosità e nidi di ghiaia – completa di chiusini in ghisa sferoidale C250.
Dimensioni esterne copertura: cm ___ x ____ x (spessore=16)
Peso: ql _____
-
N.ro ____ COPERTURA CARRABILE traffico pesante (carichi stradali di 1° categoria) monoblocco prefabbricata in C.A. realizzata con calcestruzzo autocompattante SCC (Self Compacting Concrete), confezionato con CEMENTO PORTLAND conforme a UNI EN 197-1, con aggiunta di minerali tipo I – carbonato di calcio filler ventilato ed inerti conformi a UNI EN 12620, avente resistenza a compressione C50/60 (Rck ≥ 600 Kg./cmq.), classi di esposizione XC4 (cls resistente alla corrosione da carbonatazione), XS2/XD2 (cls resistente alla corrosione da cloruri), XF1 (cls resistente all’attacco del gelo/disgelo) conformi norma UNI EN 206-1, dotato di armature interne d’acciaio ad aderenza migliorata e rete elettrosaldata tipo B450C controllate in stabilimento, il tutto conforme D.M. 17.01.2018, avente superfici esterne ed interne con finitura faccia a vista a totale eliminazione di porosità e nidi di ghiaia – completa di chiusini in ghisa sferoidale D400.
Dimensioni esterne copertura: cm ___ x ____ x (spessore=20)
Peso: ql _____
FAQ – IMPIANTI DI DEPURAZIONE SBR
Che cos’è un impianto SBR e come funziona?
Un impianto SBR (Sequencing Batch Reactor) è un sistema biologico a fanghi attivi che tratta le acque reflue attraverso cicli sequenziali programmati.
A differenza degli impianti a flusso continuo, le diverse operazioni si susseguono nel tempo: l’ossidazione biologica e la sedimentazione finale avvengono nello stesso reattore, in momenti diversi del ciclo.
La sequenza viene gestita da un’unità di comando a microprocessore.
Qual è il ruolo dei microrganismi in un impianto SBR?
Nel reattore SBR il trattamento biologico viene svolto da una biomassa sospesa costituita da microrganismi che utilizzano le sostanze organiche biodegradabili presenti nel refluo.
Durante l’aerazione viene fornito l’ossigeno necessario ai processi biologici; nella successiva fase di sedimentazione, la biomassa si separa dall’acqua trattata e viene in gran parte mantenuta nel reattore per i cicli successivi.
L’equilibrio biologico dipende dalle caratteristiche del refluo, dai carichi in ingresso e dalle condizioni di esercizio dell’impianto.
Qual è la differenza tra un impianto SBR e un impianto a fanghi attivi in continuo?
La differenza principale riguarda l’organizzazione del processo.
Negli impianti a fanghi attivi ad aerazione estesa in continuo, ossidazione biologica e sedimentazione finale avvengono normalmente in comparti distinti attraversati progressivamente dal refluo.
Nell’impianto SBR le stesse funzioni vengono svolte nello stesso reattore attraverso fasi successive.
La scelta tra le due tecnologie dipende dalle caratteristiche del refluo, dalle portate, dalle condizioni di esercizio, dagli spazi disponibili e dagli obiettivi del progetto.
Un impianto SBR necessita di un sedimentatore secondario?
In genere no.
Nell’SBR la fase di sedimentazione avviene all’interno dello stesso reattore utilizzato per il trattamento biologico, durante una fase dedicata del ciclo.
Non è quindi normalmente necessario prevedere un sedimentatore secondario separato.
La configurazione complessiva deve comunque essere verificata in funzione delle caratteristiche del refluo e delle esigenze del progetto.
Per quali tipologie di reflui e utenze può essere utilizzato un impianto SBR?
Un impianto SBR può essere valutato per il trattamento di reflui civili, reflui assimilabili ai domestici e, previa verifica tecnica, reflui industriali compatibili con il processo biologico.
Tra i possibili contesti di applicazione rientrano residenze, piccole comunità, attività commerciali, aziende e strutture ricettive.
Nel caso di reflui con caratteristiche particolari è necessaria una verifica preventiva della compatibilità con il trattamento biologico.
Un impianto SBR è adatto a utenze stagionali o con carichi variabili?
Può esserlo, purché la variabilità delle portate e dei carichi venga considerata correttamente in fase di progettazione.
Le utenze stagionali o discontinue possono infatti presentare periodi con carichi molto differenti tra loro, che incidono sul funzionamento della biomassa e sulla gestione dei cicli.
Il dimensionamento, la logica di esercizio e l’eventuale necessità di soluzioni integrative devono quindi essere valutati sulla base del profilo reale dell’utenza.
Quando sono necessari trattamenti preliminari a monte di un impianto SBR?
I trattamenti preliminari possono essere necessari quando le caratteristiche del refluo non consentono l’alimentazione diretta del processo biologico.
La verifica è particolarmente importante per gli scarichi industriali, che devono essere caratterizzati per individuare eventuali solidi, oli, grassi, sostanze inibenti o condizioni non compatibili con la biomassa.
Tipologia e configurazione dei pretrattamenti vengono definite caso per caso in funzione della composizione e della variabilità dello scarico.
Quali dati servono per dimensionare un impianto SBR?
Il dimensionamento richiede la valutazione degli Abitanti Equivalenti, delle portate medie e di punta e dei carichi organici previsti.
Devono essere considerate anche la provenienza e le caratteristiche del refluo, le variazioni attese nel tempo, la tipologia di utenza, il recapito finale e i limiti allo scarico applicabili.
Per i reflui industriali possono essere necessarie analisi chimico-fisiche rappresentative.
Il numero degli utilizzatori, da solo, non è sempre sufficiente per effettuare il dimensionamento.
Come vengono gestiti i fanghi in eccesso in un impianto SBR?
Durante il funzionamento del processo biologico si genera progressivamente biomassa che, oltre una determinata quantità, deve essere ridotta per mantenere corrette condizioni operative nel reattore.
La frequenza e le modalità di estrazione dei fanghi dipendono dal carico trattato, dalla produzione di biomassa e dalla configurazione dell’impianto.
La gestione dei fanghi deve quindi essere prevista nel piano di esercizio e manutenzione del sistema.
Da quali fattori dipende il rispetto dei limiti allo scarico?
Il rispetto dei limiti allo scarico dipende dalle caratteristiche e dalla variabilità del refluo in ingresso, dai carichi idraulici e organici, dal corretto dimensionamento dell’impianto e dal recapito finale previsto.
I requisiti possono cambiare in caso di scarico in fognatura, in acque superficiali o sul suolo e in funzione della normativa nazionale, regionale e locale applicabile.
Prestazioni richieste ed eventuali trattamenti integrativi devono quindi essere verificati per il singolo progetto.
È possibile integrare un impianto SBR con trattamenti successivi di affinamento?
Sì, quando gli obiettivi di trattamento o i limiti allo scarico lo richiedono, un impianto SBR può essere inserito in una linea che prevede ulteriori fasi di trattamento a valle.
La necessità e la tipologia degli eventuali trattamenti di affinamento dipendono dalla qualità dell’effluente richiesta, dal recapito finale e dalle condizioni autorizzative del progetto.
La configurazione deve quindi essere definita caso per caso.
Quali sono le potenzialità disponibili per gli impianti SBR Gazebo e quali riferimenti vengono utilizzati per il dimensionamento?
La gamma standard degli impianti SBR Gazebo comprende potenzialità da 8 a 450 Abitanti Equivalenti.
Per i modelli da 8 a 50 A.E., il dimensionamento del reattore fa riferimento alla norma UNI EN 12566-3; per quelli da 51 a 450 A.E., alla ATV A 122.
Per potenzialità superiori a 450 A.E. è necessaria una valutazione specifica.
Questi riferimenti riguardano il dimensionamento del reattore, a cui devono seguire le verifiche progettuali e autorizzative per l’intero intervento.
Quali dati occorre fornire per una valutazione tecnica dell’impianto?
Per una prima valutazione è utile trasmettere i dati disponibili sul progetto, comprese le caratteristiche dell’utenza e del refluo, le portate previste, il recapito finale, gli eventuali limiti allo scarico, gli spazi disponibili e le condizioni di posa.
Per reflui industriali possono essere richieste analisi specifiche.
Gazebo S.p.A. mette inoltre a disposizione dei professionisti, schede tecniche dimensionali, disegni in formato DWG e PDF e voci di capitolato utili alla progettazione.
Gazebo per i Professionisti
Gazebo assiste Progettisti, Impiantisti, Imprese Edili, con calcolo e dimensionamento di vasche ed impianti, progettazione gratuita, supporto tecnico, velocità di preparazione del progetto, sopralluoghi in cantiere, assistenza tecnica fino all’installazione, velocità di consegna.
PROGETTAZIONE
GRATUITA
SUPPORTO
TECNICO
VELOCITA’ DI PREPARAZIONE
DEL PROGETTO
SOPRALLUOGHI
IN CANTIERE
ASSISTENZA TECNICA FINO ALL’INSTALLAZIONE
VELOCITA’
DI CONSEGNA
Gazebo utilizza da tempo un approccio BIM per la progettazione degli impianti di Depurazione SBR.
In tal modo supporta al meglio progettisti, appaltatori ed aziende clienti nel pianificare il progetto in maniera estremamente dettagliata, favorendo la collaborazione tra tutte le parti coinvolte, l’integrazione tra i processi e la sostenibilità.
Ecco chi ha già scelto la Qualità Conveniente Gazebo
800 66 11 00



