DEPURATORI CHIMICO FISICI
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Depuratori chimico fisici G-TCF
Gli impianti G-TCF offerti da Gazebo S.p.A. per il trattamento chimico-fisico dei reflui industriali, consentono di trattare reflui fortemente inquinanti (anche con metalli in sospensione) che non possono essere trattati con impianti biologici.
Questi impianti, tra i più validi e completi sul mercato, utilizzano il processo chimico di flocculazione e sedimentazione, unitamente al processo fisico di filtrazione su quarzo/carboni attivi, per ottenere acque idonee allo scarico.
Possono essere utilizzati per depurare reflui moderatamente inquinanti (acque reflue da autolavaggio e lavaggio imbarcazioni, acque meteoriche) o reflui altamente inquinanti (scarichi industriali) dove risulta necessario un trattamento chimico-fisico più performante.
Importante allora, effettuare la scelta del tipo di impianto chimico fisico, non in base alla portata idraulica fine a sé stessa, ma in base al tipo di scarico.
Per portate più alte o per contesti di carichi inquinanti pesanti, gli impianti chimico fisici vengono realizzati con reattore separato, sedimentatore a pacco lamellare specifico, ecc.
Un’ampia dotazione di optional consente inoltre di ottenere un elevato grado di automazione, tale da minimizzare l’intervento dell’operatore addetto alla gestione dell’impianto.
Struttura modulare
Un depuratore chimico fisico G-TCF è realizzato con un sistema modulare composto da un modulo base, al quale si aggiungono i componenti addizionali, che variano in base alle diverse esigenze.
Nello specifico:
- Box di alloggiamento sacchi drenanti
- Filtrazione quarzo/carboni attivi
- Filtrazione a carboni attivi
- Pompa rilancio fanghi
- Sezione ispessimento fanghi
- Eventuali optional
Questi impianti chimico fisici, grazie alla modularità, offrono maggior efficienza, razionalizzazione progettuale, e un costo di investimento minore, soprattutto per le portate di trattamento più alte.
Depuratori compatti ed idonei per installazione esterna
I depuratori chimico fisici G-TCF sono progettati e realizzati in maniera estremamente razionale, e ciò consente di racchiudere tutte le apparecchiature in un box tecnico.
Possono essere collocati anche all’esterno, essendo per progetto già protetti dalle intemperie. Sono anche dotati di porte con serrature, per proteggerli dall’accesso di personale non autorizzato.
L’impianto chimico fisico è interamente realizzato in acciaio INOX AISI 304 e risulta quindi dotato di una ottima inerzia chimica e di una maggiore resistenza alla corrosione degli agenti atmosferici.
G-TCF 1
| CARATTERISTICHE G-TCF 1 | ||||
| Portata di trattamento m3/ora |
kW | Lunghezza mm | Larghezza mm | Altezza mm |
| 1 – 2 | 2,2 | 1.700 | 1.400 | 2.500 |
La portata di trattamento indicata in tabella, può variare in relazione alla concentrazione del carico inquinante da trattare.
G-TCF 2
| CARATTERISTICHE G-TCF 2 | ||||
| Portata di trattamento m3/ora |
kW | Lunghezza mm | Larghezza mm | Altezza mm |
| 2,1 – 3,5 | 2,2 | 2.600 | 1.400 | 2.500 |
La portata di trattamento indicata in tabella, può variare in relazione alla concentrazione del carico inquinante da trattare.
G-TCF 3
| CARATTERISTICHE G-TCF 3 | ||||
| Portata di trattamento m3/ora |
kW | Lunghezza mm | Larghezza mm | Altezza mm |
| 3,6 – 5 | 2,2 | 2.600 | 2.000 | 2.500 |
La portata di trattamento indicata in tabella, può variare in relazione alla concentrazione del carico inquinante da trattare.
Gli impianti di depurazione chimico fisica G-TCF offrono molti vantaggi.
REAZIONI CHIMICHE
EFFICIENTI E VELOCI
BASSI COSTI
DI ESERCIZIO
COMPATTEZZA
PLANIMETRICA
STRUTTURA
MODULARE
STRUTTURA IN
ACCIAIO INOX AISI 304
PER ESTERNO
FACILE
ACCESSIBILITÀ
AGEVOLE
MANUTENZIONE
RIUTILIZZO DEL 50% MAX. DELL’ACQUA TRATTATA
Dotazioni standard
Ogni impianto fisico chimico è realizzato su skid e provvisto di:
- Pompa di alimentazione
- Regolatori di livello
- Quadro elettrico IP55
- Stazione di dosaggio prodotti liquidi
- pHmetro elettronico
- Reattore con agitatore
- Sedimentatore lamellare e sezione di rilancio
- Valvola automatica estrazione fanghi
Richieste energetiche
- Alimentazione 400V+N+T -50Hz
- Acqua di rete in pressione per controlavaggio P=2,5 bar
- Richiesta aria compressa per funzionamento automatismi
Optional disponibili
- Controlavaggio automatico filtri
- Riscaldamento vano tecnico
- Sistema antigelo filtri
- Sistema riduzione carico organico
- Teleallarme
- Sonda allarme fanghi
- Kit per riciclo acqua
- Sistemi di Telecontrollo
Campi d’impiego
SCARICHI
INDUSTRIALI
AUTOLAVAGGI
VERNICIATURA
INDUSTRIALE
LAVAGGIO
IMBARCAZIONI
ACQUE
METEORICHE
OFFICINE E
CONCESSIONARIE AUTO
FAQ – DEPURATORI CHIMICO FISICI
Come capire se un depuratore chimico-fisico è la soluzione più adatta per il mio refluo industriale?
La scelta di un trattamento chimico-fisico dipende dalle caratteristiche del refluo, dagli inquinanti presenti e dai limiti di scarico da rispettare.
Questa soluzione viene frequentemente valutata in presenza di metalli pesanti, solidi sospesi, oli, grassi, emulsioni o altri contaminanti che possono essere separati mediante reazioni chimiche e successivi processi di chiarificazione.
La valutazione deve tenere conto anche della variabilità del refluo, delle portate da trattare e degli obiettivi previsti dal progetto.
Quali dati servono per richiedere un dimensionamento preliminare di un depuratore chimico-fisico?
Per una valutazione preliminare sono generalmente utili le analisi chimiche del refluo, la portata media e massima da trattare, i limiti di scarico da rispettare, la tipologia di attività produttiva e le eventuali criticità già riscontrate.
Possono inoltre essere utili informazioni relative agli spazi disponibili, alle modalità di scarico, alla presenza di impianti esistenti e alla variabilità del ciclo produttivo.
È più importante la portata o il carico inquinante per dimensionare un impianto chimico-fisico?
Entrambi gli aspetti sono fondamentali.
La portata influisce sul dimensionamento idraulico delle apparecchiature, mentre il carico inquinante può incidere sul volume delle sezioni di trattamento, sul consumo di reagenti e sulla produzione di fanghi.
Per questo motivo il progetto viene normalmente sviluppato considerando sia la quantità di refluo da trattare sia le sue caratteristiche qualitative.
Quando conviene utilizzare un sedimentatore a pacco lamellare in un impianto chimico-fisico?
I sedimentatori a pacco lamellare vengono frequentemente utilizzati quando è necessario aumentare l’efficienza della separazione solido-liquido mantenendo ingombri contenuti.
Questa soluzione può essere particolarmente interessante in presenza di spazi limitati o quando si desidera incrementare la capacità di trattamento senza realizzare nuove vasche di grandi dimensioni.
La scelta dipende dalle caratteristiche del refluo, dai solidi da separare e dagli obiettivi prestazionali del progetto.
Quando conviene utilizzare un depuratore chimico-fisico invece di un impianto biologico?
Le due tecnologie rispondono a esigenze differenti e possono essere utilizzate anche in modo complementare.
I trattamenti chimico-fisici vengono frequentemente impiegati per contaminanti non facilmente biodegradabili, mentre i trattamenti biologici sono generalmente adottati per la riduzione della sostanza organica biodegradabile.
La soluzione più adatta dipende dalle caratteristiche del refluo e dagli obiettivi del progetto.
Un depuratore chimico-fisico può trattare reflui contenenti nichel, cromo, rame o zinco?
I trattamenti chimico-fisici vengono frequentemente utilizzati per reflui industriali contenenti metalli provenienti da attività come galvanica, trattamento superfici, verniciatura e lavorazioni metalliche.
L’efficacia del processo dipende dalle concentrazioni presenti, dalla contemporanea presenza di altri contaminanti e dai limiti di scarico richiesti.
La configurazione dell’impianto deve essere definita sulla base delle analisi disponibili.
Come gestire reflui con forti variazioni di pH durante la giornata?
Quando il pH varia in modo significativo può essere necessario prevedere sistemi in grado di stabilizzare le caratteristiche del refluo prima delle successive fasi di trattamento.
La soluzione dipende dall’entità delle oscillazioni, dalle portate coinvolte e dalle caratteristiche del ciclo produttivo.
Una corretta gestione delle variazioni di pH può contribuire a migliorare la continuità operativa dell’impianto.
Come trattare reflui contenenti emulsioni oleose o elevate concentrazioni di tensioattivi?
La presenza di emulsioni o tensioattivi può richiedere specifiche fasi di trattamento preliminare finalizzate a favorire la separazione dei contaminanti e migliorare l’efficienza delle successive sezioni dell’impianto.
Le soluzioni adottabili dipendono dalle caratteristiche del refluo, dalla stabilità delle emulsioni e dagli obiettivi di scarico previsti dal progetto.
Come ottimizzare il dosaggio dei reagenti per ridurre i costi di gestione?
L’ottimizzazione del dosaggio richiede una corretta conoscenza delle caratteristiche del refluo e un monitoraggio costante delle condizioni operative.
Verifiche periodiche e prove di laboratorio possono aiutare a individuare le condizioni di trattamento più efficaci, evitando consumi eccessivi di reagenti e limitando la produzione di fanghi.
Come ridurre la quantità di fanghi prodotti da un trattamento chimico-fisico?
La produzione di fanghi dipende dalla composizione del refluo, dai reagenti impiegati e dagli obiettivi di trattamento richiesti.
In fase progettuale possono essere valutate soluzioni che consentano di ottimizzare il processo e limitare i quantitativi da smaltire.
Una corretta gestione dei fanghi può contribuire a ridurre significativamente i costi operativi dell’impianto.
Quanto incidono i costi di smaltimento dei fanghi nella gestione dell'impianto?
I costi di smaltimento possono rappresentare una componente importante dei costi di esercizio complessivi.
L’incidenza dipende dalle quantità prodotte, dalle caratteristiche dei fanghi, dalle modalità di disidratazione adottate e dalle condizioni di conferimento.
Per questo motivo la gestione dei fanghi viene spesso considerata già nelle prime fasi di progettazione.
È possibile integrare un depuratore chimico-fisico nei sistemi di telecontrollo?
I moderni impianti di depurazione possono essere integrati con sistemi di monitoraggio e telecontrollo che consentono la supervisione remota delle principali grandezze operative.
Queste soluzioni possono facilitare la gestione degli allarmi, il controllo dei parametri di processo e la raccolta dei dati utili per la conduzione dell’impianto.
Quali soluzioni adottare per potenziare un impianto chimico-fisico esistente senza aumentare gli ingombri?
Quando gli spazi disponibili sono limitati possono essere valutate soluzioni di adeguamento finalizzate ad aumentare l’efficienza del trattamento mantenendo invariata l’area occupata.
In funzione delle caratteristiche dell’impianto esistente possono essere presi in considerazione interventi su sezioni di chiarificazione, sistemi di dosaggio, automazione o trattamenti di affinamento.
La fattibilità deve essere verificata caso per caso sulla base degli obiettivi richiesti e delle condizioni operative disponibili.
È possibile recuperare e riutilizzare l'acqua trattata da un impianto chimico-fisico?
In alcuni casi l’acqua trattata può essere destinata a utilizzi compatibili con la qualità ottenuta e con le prescrizioni applicabili.
La fattibilità dipende dalle caratteristiche del refluo iniziale, dagli obiettivi di riutilizzo e dagli eventuali trattamenti integrativi necessari.
Il recupero dell’acqua viene sempre più frequentemente valutato nell’ambito di strategie di sostenibilità ed economia circolare.
Come cambiano i requisiti di trattamento tra scarico in fognatura e scarico in corpo idrico superficiale?
I requisiti di trattamento dipendono dal recapito finale delle acque reflue e dalle prescrizioni autorizzative applicabili al singolo caso.
In generale, lo scarico in corpo idrico superficiale può richiedere limiti più restrittivi rispetto allo scarico in pubblica fognatura, con particolare attenzione a parametri quali solidi sospesi, metalli, sostanze organiche e altri contaminanti caratteristici dell’attività produttiva.
Per questo motivo la scelta e il dimensionamento dell’impianto devono essere sviluppati tenendo conto non solo delle caratteristiche del refluo, ma anche delle condizioni autorizzative e degli obiettivi di qualità richiesti per il recapito finale.
Gazebo per i Professionisti
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