Esempio di calcolo per il dimensionamento.


Impianti di Pressurizzazione Antincendio.

Norme di Riferimento:

  • UNI EN 12845
  • UNI EN 10779
  • UNI EN 11292
  • Norme UNI per tubi valvole e raccordi
  • Normative e leggi di riferimento in relazione all’attività da proteggere.

Gli impianti antincendio sono costituiti da:

  • Riserva idrica
  • Locale tecnico
  • Gruppo di pressurizzazione antincendio
  • Tubazioni
  • Sistemi di Allarme
  • Strumenti fissi: sprinkler e/o idranti e/o naspi (automatici o manuali) per estinguere incendi nell’attività.

Il gruppo di pressurizzazione ha una funzione importante, per questo deve avere un’alimentazione sempre disponibile a monte (riserva Idrica), ed essere in grado di mantenere costantemente in pressione le tubazioni (poste a valle) e collegate agli strumenti fissi per l’estinzione (sprinkler, idranti, naspi).

Qualora tali strumenti vengano attivati per spegnere un principio di incendio, si viene a generare una caduta di pressione nelle tubazioni ed il gruppo antincendio, capace di rilevare tale calo, è in grado di far avviare automaticamente le proprie pompe al fine di garantire un’erogazione continua di acqua.


Gazebo S.p.A. di seguito propone un esempio di calcolo e dimensionamento dei Sistemi Antincendio con Rete di Idranti per un’Attività Alberghiera.

COMPOSIZIONE E COMPONENTI DELL’IMPIANTO

La rete di idranti comprenderà i seguenti componenti principali:

  • alimentazione idrica + locale tecnico + gruppo antincendio,
  • rete di tubazioni fisse, ad anello, permanentemente in pressione, ad uso esclusivo antincendio,
  • n° 2 attacchi di mandata per autopompa,
  • valvole di intercettazione,
  • idranti Uni 45.
  • Tutti i componenti saranno costruiti, collaudati e installati in conformità alla specifica normativa vigente, con una pressione nominale relativa sempre superiore a quella massima che il sistema può raggiungere in ogni circostanza e comunque non minore di 1.2 MPa (12 bar).

VALVOLE DI INTERCETTAZIONE
Le valvole d’intercettazione, qualunque esse siano, saranno di tipo indicante la posizione di apertura/chiusura e conformi alle UNI EN 1074 ove applicabile.
Per tubazioni maggiori di DN 100 non saranno installate valvole con azionamento a leva (90°) prive di riduttore.

TERMINALI UTILIZZATI
Idranti a muro DN 45.
Gli idranti a muro saranno conformi alla UNI EN 671-2, adeguatamente protetti.

Le cassette saranno complete di rubinetto DN 40, lancia a getto regolabile con ugello da 13 e tubazione flessibile da 20 m completa di relativi raccordi.

Le attrezzature saranno permanentemente collegate alla valvola di intercettazione.

TUBAZIONI PER IDRANTI E NASPI
Le tubazioni flessibili antincendio saranno conformi alla UNI EN 14540 (DN 45) e alla UNI 9487 (DN 70).

ATTACCHI DI MANDATA PER AUTOPOMPA
Ogni attacco per autopompa comprenderà i seguenti elementi:

  • uno o più attacchi di immissione conformi alla specifica normativa di riferimento, con diametro non inferiore a DN 70, dotati di attacchi a vite con girello UNI 804 e protetti contro l’ingresso di corpi estranei nel sistema; nel caso di due o più attacchi saranno previste valvole di sezionamento per ogni attacco,
  • valvola di intercettazione, aperta, che consenta l’intervento sui componenti senza svuotare l’impianto,
  • valvola di non ritorno atta ad evitare fuoriuscita d’acqua dall’impianto in pressione,
  • valvola di sicurezza tarata a 12 bar, per sfogare l’eventuale sovra-pressione dell’autopompa.

Ogni attacco sarà accessibile dalle autopompe in modo agevole e sicuro, anche durante l’incendio:
nel caso fosse necessario installarli nel sottosuolo, il pozzetto sarà apribile senza difficoltà ed il collegamento agevole; inoltre sarà protetto da urti o altri danni meccanici e dal gelo e ancorato al suolo o ai fabbricati.

Ogni attacco sarà contrassegnato in modo da permettere l’immediata individuazione dell’impianto che alimenta e sarà segnalato mediante cartelli o targhe identificative specifiche.

INSTALLAZIONE

VALVOLE DI INTERCETTAZIONE
Le valvole di intercettazione della rete di idranti saranno installate in posizione facilmente accessibile e segnalata. La loro distribuzione nell’impianto sarà accuratamente studiata in modo da consentire l’esclusione di parti di impianto per manutenzione o modifica, senza dovere ogni volta metterlo completamente fuori servizio.

Una, primaria, sarà posizionata in ogni collettore di alimentazione, onde garantire la possibilità di chiudere l’intero impianto in caso di necessità.
Tutte le valvole di intercettazione saranno bloccate mediante apposito sigillo nella posizione di normale funzionamento, oppure sorvegliate mediante dispositivo di controllo a distanza.

TERMINALI
Per la protezione interna, ogni terminale sarà posizionato in modo che ogni parte dell’attività sia raggiungibile con il getto d’acqua di almeno uno di essi. Essi saranno ben visibili e facilmente raggiungibili.
In generale:

  • ogni apparecchio non proteggerà più di 1000 m2,
  • ogni punto protetto disterà al massimo 20 m dagli idranti.

Su tutti gli idranti terminali di diramazioni aperte su cui ci sono almeno due idranti, sarà installato un manometro di prova, completo di valvola porta manometro, così che si possa individuare la presenza di pressione all’interno della rete installata e, soprattutto, il valore di pressione residua al terminale di riferimento. In ogni caso il manometro sarà installato al terminale più sfavorito.

TUBAZIONI
Le tubazioni saranno installate tenendo conto dell’affidabilità che il sistema deve offrire in qualunque condizione, anche in caso di manutenzione e in modo da non risultare esposte a danneggiamenti per urti meccanici.

Ancoraggio.
Le tubazioni fuori terra saranno ancorate alle strutture dei fabbricati a mezzo di adeguati sostegni, come indicati al paragrafo 3.2 della presente relazione.

Drenaggi.
Tutte le tubazioni saranno svuotabili senza dovere smontare componenti significative dell’impianto.

Protezione dal gelo.
Nei luoghi con pericolo di gelo, le tubazioni saranno installate in ambienti riscaldati o comunque tali che la temperatura non scenda mai al di sotto di 4°C.
In ogni caso saranno previste e adottate le necessarie protezioni, tenendo conto delle particolari condizioni climatiche.
Essendo la zona dove sarà installato l’impianto definita, dalla vigente normativa, “sismica”, la rete di tubazioni sarà realizzata in modo da evitare rotture per effetto dei movimenti tellurici.
Saranno impediti eccessivi spostamenti od oscillazioni dei tubi mediante appositi sostegni e ancoraggi e i movimenti inevitabili saranno consentiti senza pregiudizio della integrità e funzionalità dell’impianto.
Negli attraversamenti di strutture o manufatti murati (fondazioni, pareti, solai, ecc.) saranno inoltre lasciate attorno ai tubi giochi adeguati, successivamente sigillati con lane minerali od altro materiale idoneo, opportunamente trattenuto.

Alloggiamento delle tubazioni fuori terra.
Le tubazioni fuori terra saranno installate in modo da essere sempre accessibili per interventi di manutenzione. In generale esse non attraverseranno aree con carico di incendio superiore a 100 MJ/m2 che non siano protette dalla rete idranti stessa.
In caso contrario si provvederà ad adottare le necessarie protezioni.

Attraversamento di strutture verticali e orizzontali.
Nell’attraversamento di strutture verticali e orizzontali, quali pareti o solai, saranno previste le necessarie precauzioni atte ad evitare la deformazione delle tubazioni o il danneggiamento degli elementi costruttivi derivanti da dilatazioni o da cedimenti strutturali.

Tubazioni Interrate.
Le tubazioni interrate saranno installate tenendo conto della necessità di protezione dal gelo e da possibili danni meccanici e in modo tale che la profondità di posa non sia minore di 0.8 m dalla generatrice superiore della tubazione.
Se in qualche punto tale profondità non è possibile, si provvederà ad adottare le necessarie precauzione contro urti e gelo. Particolare cura sarà posta nei riguardi della protezione delle tubazioni contro la corrosione anche di origine elettrochimica.

SOSTEGNI
Il tipo di materiale ed il sistema di posa dei sostegni delle tubazioni saranno tali da assicurare la stabilità dell’impianto nelle più severe condizioni di esercizio ragionevolmente prevedibili.
In particolare:

  • i sostegni saranno in grado di assorbire gli sforzi assiali e trasversali in fase di erogazione,
  • il materiale utilizzato per qualunque componente del sostegno sarà non combustibile,
  • i collari saranno chiusi attorno ai tubi,
  • non saranno utilizzati sostegni aperti (come ganci a uncino o simili),
  • non saranno utilizzati sostegni ancorati tramite graffe elastiche,
  • non saranno utilizzati sostegni saldati direttamente alle tubazioni ne avvitati ai relativi raccordi.

Posizionamento
Ciascun tronco di tubazione sarà supportato da un sostegno, ad eccezione dei tratti di lunghezza minore
di 0.6 m e dei montanti e delle discese di lunghezza minore a 1 m, per i quali non sono richiesti sostegni specifici.
In generale, a garanzia della stabilità del sistema, la distanza tra due sostegni non sarà maggiore di 4 m per tubazioni di dimensioni minori a DN 65 e 6 m per quelle di diametro maggiore.

Dimensionamento
Le dimensioni dei sostegni saranno appropriate e rispetteranno i valori minimi indicati dal prospetto 4 della UNI 10779.

SEGNALAZIONI
Ogni componente della rete sarà adeguatamente segnalato, secondo le normative vigenti.
Tutte le valvole di intercettazione riporteranno chiaramente indicata la funzione e l’area controllata dalla valvola stessa.
Nel locale antincendio sarà esposto un disegno “as built” della rete antincendio con particolari indicazioni relativamente alle valvole di intercettazioni delle varie sezioni dell’anello antincendio.

PROGETTAZIONE DELL’IMPIANTO

La misurazione e la natura del carico di incendio, l’estensione delle zone da proteggere, la probabile velocità di propagazione e sviluppo dell’incendio, il tipo e la capacità dell’alimentazione disponibile e la presenza di una rete idrica pubblica predisposta per il servizio antincendio sono i fattori di cui si è tenuto conto nella progettazione della rete di idranti.

NORMATIVA SPECIFICA
Le seguenti attività sono a normativa specifica e per esse vengono indicate le specifiche idrauliche minime di calcolo:

Attività: Albergo

Normative di riferimento DM 09/04/1994 smi e D.M. n.170 del 14 luglio 2015.

DIMENSIONAMENTO DELLA RETE IDRICA

Il calcolo idraulico della rete di tubazioni consente di dimensionare ogni tratto di tubazione in base alle perdite di carico distribuite e localizzate che si hanno in quel tratto.

Esso è stato eseguito sulla base dei dati geometrici (lunghezze dei tratti della rete, dislivelli geodetici, diametri nominali delle tubazioni), portando alla determinazione di tutte le caratteristiche idrauliche dei tratti (portata, perdite distribuite e concentrate) e quindi della prevalenza e della portata totali necessarie della potenza minima della pompa da installare a monte della rete.

E’ stata inoltre eseguita la verifica della velocità massima raggiunta dall’acqua in tutti i tratti della rete; in particolare è stato verificato che essa non superi in nessun tratto il valore di 10.00 m/sec.

PERDITE DI CARICO DISTRIBUITE
Le perdite di tipo distribuito sono state valutate secondo la seguente formula di Hazen-Williams:

dove:
60500000 = coefficiente di Hazen – Williams secondo il sistema S.I. (con pressione in MPa)

Hd = perdite distribuite
Q = portata nel tratto
L = lunghezza geometrica del tratto
D = diametro della condotta
C = coefficiente di scabrezza

PERDITE DI CARICO CONCENTRATE

Descrizione C (Nuovo) C (Usato)
AM0-ACCIAIO non legato UNI EN 10255 Serie Media 120 84
P11-POLIETILENE PE 100 PN 16 UNI 10910-2 SDR 11 150 10

Le perdite di carico concentrate sono dovute ai raccordi, curve, pezzi a T e raccordi a croce, attraverso i quali la direzione del flusso subisce una variazione di 45° o maggiore (escluse le curve ed i pezzi a T sui quali sono direttamente montati gli erogatori).

Esse sono state trasformate in “lunghezza di tubazione equivalente” come specificato nella norma UNI 10779 ed aggiunte alla lunghezza reale della tubazione di uguale diametro e natura.
Nella determinazione delle perdite di carico localizzate si è tenuto conto che:

  • quando il flusso attraversa un T e un raccordo a croce senza cambio di direzione, le relative perdite di carico possono essere trascurate,
  • quando il flusso attraversa un T e un raccordo a croce in cui, senza cambio di direzione, si ha una riduzione della sezione di passaggio, è stata presa in considerazione la “lunghezza equivalente” relativa alla sezione di uscita (la minore) del raccordo medesimo,
  • quando il flusso subisce un cambio di direzione (curva, T o raccordo a croce), è stata presa in considerazione la “lunghezza equivalente” relativa alla sezione d’uscita.

Per il calcolo viene impostata la prevalenza residua minima da assicurare ad ogni singolo terminale. In funzione della portata minima indicata dalle norme, poi si procede alla corretta scelta del coefficiente di efflusso, compatibilmente a quelli in commercio e indicati dai costruttori secondo norme CEE. Il calcolo idraulico ci porterà quindi ad avere, per ogni terminale considerato attivo, e in funzione del K impostato, la pressione reale e, conseguentemente, la relativa portata reale.

A tal proposito, non è superfluo specificare che, nel calcolo che viene di seguito riportato, sono stati considerati esclusivamente quei terminali che, secondo norma, nel loro funzionamento simultaneo dovranno garantire al bocchello sfavorito le condizioni idrauliche minime appena citate.

DATI DI CALCOLO DELLA RETE

Per l’individuazione degli elementi della rete si è proceduto alla numerazione dei nodi e dei lati dei tratti.

La rete è a maglia, con anelli aventi quindi uno o più lati in comune.
Per la determinazione delle grandezze idrauliche della rete a maglia è stato utilizzato il metodo iterativo di Hardy-Cross, in cui le portate iniziali fittizie sono state determinate mediante un sistema di equazioni di moto ai tratti (DeltaP = K x Q x |Q|) e di equilibrio ai nodi (Sum (Q) = 0).

Una volta definite le portate iniziali si è avviata la reiterazione di Hardy-Cross tenendo conto nei lati comuni delle portate correttive fittizie dei due anelli che fanno capo ai lati comuni stessi.
Il processo iterativo viene concluso quando tutte le portate correttive dei vari anelli risultano inferiori a 0.01.
Per la determinazione delle pressioni si è, infine, proceduto analogamente mediante sistema.

Sono stati considerati anche i pezzi speciali inseriti in ciascun ramo della rete così come il dislivello geodetico che esiste tra la rete stessa. La seguente tabella mostra la tipologia e il numero dei pezzi speciali inseriti in rete, che generano perdite di carico concentrate:

A = Curve a 45° / B = Curve a 90° / C = Curve larghe a 90° / D = Pezzi a T o Croce / E = Saracinesche /
F = Valvole di non ritorno / G = Valvole a farfalla

RISULTATI DI CALCOLO

E’ stato effettuato il calcolo con i dati sopra riportati, nell’ipotesi di limitazione della velocità dell’acqua nei tubi al valore massimo di 10.00 m/sec. Sono stati ottenuti i seguenti risultati:

Portata Impianto: 767.93 l/min
Pressione Impianto: 4.96 bar

ALIMENTAZIONI

L’alimentazione idrica è assicurata da un gruppo di pompaggio.
Sono garantite le prestazioni minime di pressione e portata per qualunque area di calcolo, considerando anche un valore di pressione superiore di 0.5 bar (50 KPa) rispetto al valore di pressione più alto, qui indicato (al netto dei 0.5 bar):

Portata = 767.93 l/min
Pressione = 4.96 bar

La curva caratteristica portata – prevalenza, come si evince dal grafico successivo, è tale che la prevalenza diminuisca costantemente con l’aumentare della portata e che la stessa, a mandata chiusa, coincida con il valore massimo in grado di essere fornito dal gruppo.

Tipo: Elettropompa + Motopompa

Dato il valore di portata massima richiesta dall’impianto, con un valore di rincalzo garantito di 30 l/min, la riserva idrica necessaria a garantire una durata di funzionamento di 60 min è 47 m3.

INSTALLAZIONE DEL GRUPPO DI POMPAGGIO
Il gruppo di pompaggio, fisso ad avviamento automatico, e tutto l’impianto idrico risultano essere conformi a quanto disposto dalla norma UNI EN 12845 e sarà collegata ad una vasca, in posizione sottobattente.

Almeno due terzi della capacità effettiva del serbatoio di aspirazione sarà al di sopra del livello dell’asse della pompa e, comunque, l’asse della pompa non sarà a più di due metri al di sopra del livello minimo dell’acqua nel serbatoio o vasca di aspirazione. Il livello minimo dell’acqua nella riserva sarà di circa 0,5 m per evitare che la pompa entri in contatto con le impurità e i fanghi che si formeranno sul fondo della riserva.

La condotta di aspirazione sarà orizzontale o avrà comunque pendenza in salita verso la pompa: per evitare la formazione di sacche d’aria sulla condotta stessa, sarà installato un vuoto-manometro in vicinanza della bocca di aspirazione della pompa stessa. Inoltre sarà garantito che l’NPSH disponibile all’ingresso della pompa superi l’NPSH richiesto di almeno 1 m con la massima portata richiesta e alla massima temperatura dell’acqua.

Il diametro della tubazione di aspirazione non sarà inferiore a 65 mm e, contemporaneamente, sarà tale da garantire che la velocità non superi 1,8 m/s quando la pompa sta funzionando alla massima portata richiesta.

La condotta di mandata di ciascuna pompa sarà direttamente collegata al collettore di alimentazione dell’impianto e corredata nell’ordine di:

  • un manometro tra la bocca di mandata della pompa e la valvola di non-ritorno,
  • una valvola di non-ritorno posta nelle immediate vicinanze della pompa, con a monte il relativo rubinetto di prova,
  • un tubo di prova con relativa valvola di prova e misuratore di portata con scarica a vista; saranno inoltre previsti degli attacchi per verificare la taratura dell’apparecchio tramite un misuratore portatile,
  • un collegamento al dispositivo di avviamento automatico della pompa,
  • una valvola di intercettazione.

Le pompe saranno ad avviamento automatico e funzioneranno in continuo finché saranno arrestate manualmente. Saranno previsti dispositivi per il mantenimento di una circolazione continua d’acqua attraverso la/le pompe per evitarne il surriscaldamento quando il funzionamento è a mandata chiusa.

AVVIAMENTO DELLA POMPA e PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO
Saranno installati due pressostati per ciascuna pompa, in modo tale che l’attivazione di uno dei due azionerà la pompa.

Dovranno essere installati dispositivi, per ciascun pressostato, per avviamento manuale di ogni pompa mediante simulazione di una caduta di pressione nel collettore di alimentazione dell’impianto.

La prima pompa si avvierà automaticamente quando la pressione nella condotta principale scende ad un valore non inferiore all’80% della pressione a mandata chiusa.

Se il gruppo sarà costituito da due o più pompe, sarà fatto in modo che le altre si avvieranno prima che la pressione scenda ad un valore non inferiore al 60%.

Una volta che la pompa è avviata continuerà a funzionare fino a quando sarà fermata manualmente.
Ogni caduta di pressione, tale da provocare avviamento di una o più pompe, azionerà contemporaneamente un segnale di allarme acustico e luminoso in locale permanentemente controllato; l’avviamento della pompa non provocherà la tacitazione del segnale; l’alimentazione elettrica di tale dispositivo di allarme sarà indipendente da quella delle elettropompe e dalle batterie di accumulatori utilizzate per avviamento delle eventuali motopompe di alimentazione dell’impianto.

MOTORI
I motori del gruppo di pompaggio saranno sia di tipo elettrico che a diesel.

Il motore elettrico avrà alimentazione elettrica disponibile in ogni tempo e con quella al quadro di controllo esclusivamente dedicata al gruppo di pompaggio sprinkler e separata da tutti gli altri collegamenti.
Se sarà consentito dal gestore della rete elettrica, l’alimentazione per il quadro di controllo della pompa sarà presa a monte dell’interruttore generale dell’alimentazione ai fabbricati, altrimenti mediante il collegamento all’interruttore generale.

I fusibili del quadro di controllo della pompa saranno ad alta capacità di rottura e tutti i cavi protetti contro il fuoco e i danni meccanici con tratti singoli privi di giunzioni.

Il quadro elettrico principale è stato previsto in un compartimento antincendio utilizzato esclusivamente per l’alimentazione elettrica e l’installazione dei collegamenti avverrà in modo tale che l’isolamento di tutti i servizi non comporti l’isolamento anche del quadro di controllo della pompa.

Tutti gli interruttori installati sulla linea di alimentazione della pompa antincendio, adeguatamente segnalati con apposita etichetta, saranno bloccati per proteggerli da eventuali manomissioni.

Il quadro di controllo della pompa, posto nello stesso compartimento della stessa, sarà in grado di avviare automaticamente il motore quando riceve un segnale dai pressostati, avviare e arrestare il motore con azionamento manuale.

I contatti saranno in conformità con la categoria di utilizzo AC-4 secondo EN 60947-1 e EN 60947-4.

Saranno infine monitorate, e indicate visivamente e singolarmente, le seguenti condizioni:

  • disponibilità dell’alimentazione elettrica al motore e, dove alternata (AC), su tutte e tre le fasi,
  • richiesta di avviamento pompa,
  • pompa in funzione,
  • mancato avviamento.

Saranno segnalate acusticamente anche le condizioni di pompa in funzione e allarmi anomalie.

Il motore diesel sarà in grado di funzionare in modo continuativo a pieno carico, alla quota di installazione con una potenza nominale continua in conformità con la ISO 3046, e di essere completamente operativa entro 15 secondi dall’inizio di ogni sequenza di avviamento.

Nessuna altra fonte di energia se non il motore e le batterie potranno determinare l’avviamento automatico del gruppo.
Il motore e il sistema di raffreddamento saranno conformi ai punti 10.9.2 e 10.9.3 della norma EN 12845 e sarà garantito adeguato filtro all’ingresso dell’aria nel motore.
Il tubo di scarico sarà dotato di adeguato silenziatore con contropressione non superiore alle raccomandazioni del fornitore, e sarà tale che i fumi non rientrino nel locale pompe.

Se il motore avrà un tubo di scarico posto più in alto, allora sarà previsto un dispositivo per evitare che le condense possano ritornare nel motore. Sarà inoltre isolato ed installato in modo tale che non costituisca esso stesso un pericolo di innesco di incendio.

Il serbatoio del combustibile sarà in acciaio saldato e ne sarà previsto uno per ciascun motore se le motopompe saranno più di una, ogni serbatoio avente una propria tubazione di alimentazione metallica non saldata.
Trattandosi di rischio, esso sarà tale da garantire combustibile necessario a far funzionare il motore a pieno carico.
Sarà installato ad un livello più alto rispetto alla pompa di iniezione per assicurare una alimentazione a gravità, ma non direttamente al di sopra del motore e sarà dotato di indicatore di livello del carburante.
Tutte le valvole inserite nella condotta di alimentazione del combustibile avranno la posizione chiaramente indicata e saranno bloccate in posizione di apertura.
Sul fondo sarà prevista una valvola di scarico di almeno 20 mm.

L’avviamento potrà avvenire automaticamente tramite pressostato o manualmente mediante pulsante sul quadro di comando della pompa.
L’arresto del motore potrà invece avvenire solo manualmente.
L’avviamento automatico avverrà con sequenze di 5-6 secondi massimo ciascuna, fino a 6 tentativi con pausa di massimo 10 secondi tra una sequenza e l’altra.
In ogni caso, saranno rispettati tutti i punti previsti dalla norma al paragrafo 10.9.7.2.

L’avviamento manuale della pompa avverrà tramite il dispositivo di emergenza protetto da coperchio frangibile oppure, per consentire la verifica periodica del sistema di avviamento elettrico manuale stesso, tramite apposito pulsante e indicatore luminoso posizionato sul quadro di controllo della stessa.

Il pulsante di prova dell’avviamento manuale sarà abilitato solamente dopo l’avviamento automatico del motore seguito dallo spegnimento o dopo sei tentativi non riusciti di avviamento automatico.

Entrambe le due condizioni causeranno l’accensione dell’indicatore luminoso e abiliteranno il pulsante di prova di avviamento manuale in parallelo con il pulsante di avviamento manuale di emergenza.

Dopo l’esecuzione della prova di azionamento manuale, il relativo circuito diventerà automaticamente non operativo e sarà spento l’indicatore luminoso. Il dispositivo di avviamento automatico sarà disponibile anche nel caso che il circuito del pulsante di prova di avviamento manuale sia attivato.

Il motorino di avviamento sarà conforme al paragrafo 10.9.7.5 e le relative batterie di almeno 12 V (almeno due separate) al paragrafo 10.9.8 della EN 12845.

Ogni batteria, a sua volta, avrà un caricabatteria indipendente, continuamente collegato, e completamente automatico (10.9.9) e saranno facilmente accessibili.

Saranno indicate tramite spie luminose (adeguatamente contrassegnate) le seguenti condizioni:

  • l’uso di un qualsiasi dispositivo elettrico che impedisca l’avviamento automatico del motore,
  • il mancato avviamento del motore dopo sei tentativi,
  • pompa in funzione,
  • guasto del quadro di controllo del motore diesel.

STAZIONE DI POMPAGGIO
Trattandosi di “nuova costruzione” i locali pompe saranno conformi alla UNI 11292 del 2008.

In particolare la stazione pompe sarà ubicata in un apposito locale destinato esclusivamente ad impianti antincendio situati nella stessa proprietà.

Detto locale è separato dai restanti tramite elementi verticali e orizzontali resistenti al fuoco come minimo
REI 60 ed ha almeno un accesso dall’esterno, con porta chiusa a chiave.
Una copia della chiave dovrà essere disponibile sotto vetro in prossimità dell’ingresso.

L’accesso alla stazione pompe sarà impedito a persone non autorizzate: gli addetti tuttavia potranno accedere senza difficoltà in ogni tempo.

L’accesso sarà a mezzo di varco verticale, di altezza minima di 2 m e larghezza di almeno 0,8 m.

All’interno, il locale avrà altezza non inferiore a 2,4 m, salvo laddove sono presenti strutture per il quale sarà concesso scendere localmente a un massimo di 2 m.

L’aereazione sarà con aperture grigliate permanenti, con superficie pari almeno ad 1/100 della superficie in pianta del locale e comunque non inferiore a 0,1 m2.

Il locale sarà protetto da sprinkler con derivazione dal più vicino punto accessibile sul lato a valle della valvola di non ritorno posta sulla mandata della pompa mediante una valvola di intercettazione sussidiaria bloccata in posizione aperta, abbinato ad un flussostato conforme alla EN 12259-5, per fornire un’indicazione visiva ed acustica del funzionamento degli sprinkler.

Il dispositivo di allarme sarà installato o sulle stazioni di controllo oppure in luogo presidiato dal personale come ad esempio una portineria.

Una valvola di prova e scarico avente un diametro nominale di 15 mm sarà posta a valle dell’allarme di flusso per consentire una prova pratica del sistema di allarme.

Sarà garantita la ventilazione necessaria per i motori.

Trattandosi di motori diesel, il sistema di raffreddamento dei motori e di scarico dei gas saranno realizzati rispettivamente secondo i paragrafi 5.2.2 e 6.5 della norma UNI 11292.

Serbatoi e alimentazione degli stessi, poi, rispetteranno quanto indicato al capitolo 7 della stessa norma.

Nella stazione pompe sarà mantenuta una temperatura non minore di 4°C, trattandosi di elettropompe, garantendo sempre un’umidità non superiore all’80%.

L’impianto di riscaldamento dovrà essere dotato di un termostato cumulato agli altri allarmi del gruppo per avvertire il gestore dell’impianto che la temperatura all’interno del locale ha raggiunto valori non consentiti.

Nel locale sarà realizzato un impianto di illuminazione elettrico, che garantisce almeno 200 lux, comprensivo di illuminazione di emergenza con almeno 25 lux per un tempo di 60 minuti, e di presa di corrente monofase distinta da quella dei quadri elettrici delle unità di pompaggio.

Sarà inoltre installato un estintore a polvere da 6 kg di potenzialità almeno 34A144BC e, se la potenza installata risulterà superiore a 40 kW, anche un estintore a CO2 con classe di spegnimento minima 113BC.

Nel locale dovrà essere appesa una planimetria plastificata degli elaborati grafici “as built” realizzati a cura dell’installatore.

Le chiavi di comando dei quadri di controllo, che non possono essere attaccate ai quadri, dovranno essere disposte in apposita cassetta sotto vetro all’interno del locale stesso e una copia, assieme alla chiave di accesso al locale, dovrà essere messa nel locale sempre presidiato.

La stazione pompe, le condotte e le relative apparecchiature saranno protetti contro gli urti.

Gli spazi disponibili e l’ubicazione dei macchinari dovranno permettere le operazioni di manutenzione, anche in loco e di ispezione, senza difficoltà.
Per questo motivo sarà garantito uno spazio di almeno 0,8 m lungo 3 lati del gruppo pompe (0,6 m laddove ci sono localmente strutture ingombranti).

Se l’impianto sarà del tipo pre-assemblato, e con almeno due macchine, allora tale spazio sarà garantito sui tutti e 4 i lati.

SEGNALAZIONI
Accanto alla pompa sarà visibile una scheda dati dell’installatore, con le seguenti informazioni:

a. scheda dati del fornitore della pompa;

b. una tabella che elenca i seguenti dati tecnici:

  • la curva della prevalenza generata,
  • la curva della potenza assorbita,
  • la curva dell’altezza netta assoluta di carico all’aspirazione (NPSH),
  • l’indicazione della potenza disponibile per ogni motore,
  • la curva caratteristica pressione/portata del gruppo di pompaggio installato, al manometro “C” della valvola di controllo, in condizioni di livello normale e minimo “X” dell’acqua, e al manometro di uscita della pompa nella condizione di livello normale di acqua,

c. una copia del grafico caratteristico dell’installazione (impianto e pompa),

d. la perdita di pressione, alla portata Qmax., tra la mandata della pompa e la stazione di controllo idraulicamente più sfavorita.

In ogni caso la documentazione aggiornata, come i disegni di installazione, gli schemi dell’alimentazione principale e del trasformatore, dei collegamenti per l’alimentazione del pannello di controllo della pompa nonché del motore, dei circuiti di controllo degli allarmi e segnali, deve essere tenuta a disposizione nel locale della stazione di controllo o nella stazione di pompaggio.

Inoltre, il quadro di avviamento per le prove del sistema manuale elettrico di avviamento sarà contrassegnato dalla seguente scritta, adiacente alla lampada:

“Azionare il pulsante di prova dell’ avviamento manuale con spia luminosa accesa.”

APPARECCHI DI MISURA
I misuratori di pressione o depressione avranno fondo scala non minore del 150% della massima pressione o depressione di esercizio prevista.

Essi saranno collegati alle tubazioni tramite un rubinetto di intercettazione e corredati di un gruppo di prova che consenta il rapido collegamento di strumenti di controllo senza dover intercettare l’alimentazione.

I misuratori di portata saranno di tipo idoneo per la verifica delle alimentazioni secondo i procedimenti indicati nelle UNI ISO 2548 e UNI ISO 3555 con tolleranza 1,5%.

Gli indicatori di livello permetteranno la lettura diretta del livello sul posto; non sono ammesse spie direttamente incorporate nel fasciame dei serbatoi.
Per ciascuno dei serbatoi saranno previsti i seguenti 4 galleggianti:

  • Galleggiante di arresto della pompa pilota.
  • Galleggiante meccanico l’apertura della valvola di reintegro.
  • Galleggiante elettrico d’allarme collegato al troppo pieno.
  • Galleggiante di allarme in caso di vasca vuota.

COLLAUDI E VERIFICHE PERIODICHE

DOCUMENTI DA PRODURRE
La documentazione di progetto sarà costituita dalla relazione tecnica e di calcolo, i layout dell’impianto con una planimetria riportante l’esatta ubicazione delle attrezzature, la posizione dei punti di misurazione e i dati tecnici caratterizzanti l’impianto stesso.

La ditta installatrice, poi, avrà cura di rilasciare al committente apposita documentazione comprovante la corretta realizzazione ed installazione dell’impianto secondo progetto;
inoltre consegnerà copia del progetto utilizzato per l’installazione, completo di tutti gli elaborati grafici e descrittivi, nonché il manuale d’uso e manutenzione dell’impianto stesso.

COLLAUDO DEGLI IMPIANTI
Il collaudo includerà le seguenti operazioni:

  • Accertamento della rispondenza della installazione al progetto esecutivo presentato
  • Verifica di conformità dei componenti utilizzati
  • Verifica della posa in opera “a regola d’arte”
  • Esecuzione delle prove previste dalla norma UNI 10779.

ESECUZIONE DEL COLLAUDO
Saranno eseguite le seguenti prove minime, previo lavaggio delle tubazioni con velocità dell’acqua non minore di 2 m/sec, e avendo avuto cura di individuare i punti di misurazione, predisponendoli con un attacco per manometro:

  • esame generale di ogni parte dell’impianto,
  • prova idrostatica delle tubazioni ad una pressione di almeno 1.5 volte la pressione di esercizio, comunque non inferiore a 14 bar per 2 ore,
  • collaudo delle alimentazioni,
  • verifica del regolare flusso, aprendo completamente un terminale finale di ogni diramazione principale di almeno 2 terminali,
  • verifica delle prestazioni di progetto (portate e pressioni minime) in merito a contemporaneità, durata, ecc.

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