Seleziona una pagina

IMPIANTI PRIMA PIOGGIA IN CONTINUO

p

DESCRIZIONE

IMPIANTO

CAMPI

D’IMPIEGO

h

DOWNLOAD

DOCUMENTI TECNICI

VANTAGGI

PER I PROFESSIONISTI

FAQ

DOMANDE FREQUENTI

Vasche e Impianti Trattamento Acque di Prima Pioggia
in Continuo

Gli Impianti per il Trattamento delle Acque di Prima Pioggia in Continuo progettati da Gazebo hanno la specifica funzione di trattare in maniera statica, senza ausilio di organi elettromeccanici, le acque di prima pioggia che dilavano superfici scoperte al fine di smaltirle al recettore finale.

Sono spesso indicati con il termine vasche di prima pioggia, ma in realtà è più appropriato parlare di impianti di prima pioggia, dato che sono previsti diversi stadi successivi per il trattamento delle acque di dilavamento, anche se la “vasca” ricopre sicuramente un ruolo di primo piano nella raccolta delle acque meteoriche da trattare.

Gli Impianti di Prima Pioggia a trattamento continuo per la dissabbiatura e disoleazione della prima pioggia dei piazzali trattano sempre e in continuo la portata idraulica di “prima pioggia – 55,5 lt/sec/ha” indipendentemente dalla durata nel tempo dell’evento meteorologico precipitativo.

Le acque meteoriche vengono selezionate nel pozzetto scolmatore tramite una soglia tarata in base alla portata servita, pertanto le acque di prima pioggia saranno convogliate al relativo impianto di trattamento in continuo.

Nel modulo di separazione statica si otterrà quindi una sedimentazione delle frazioni solide (terre e sabbie, materiale fangoso in genere) che si depositano sul fondo sino al momento della pulizia della vasca di prima pioggia e, una fase di disoleazione in cui avverrà la separazione di oli e idrocarburi non emulsionati mediante flottazione in superficie.

Per un ulteriore affinamento la massa liquida chiarificata viene fatta defluire attraverso uno speciale filtro adsorbente a coalescenza, utile a rimuovere quelle tracce di sostanze oleose eventualmente presenti.

Inoltre sulla tubazione di uscita è inserito un dispositivo di chiusura automatica a galleggiante (otturatore) che, attivato da un determinato livello di liquido leggero accumulato in superficie, chiude lo scarico impedendo la fuoriuscita dell’olio.

Gli impianti di dissabbiatura e disoleazione prima pioggia sono completamente interrati, ma se necessario, possono essere installati fuori terra.

IMPIANTO PRIMA PIOGGIA IN CONTINUO PER PIAZZALI E PARCHEGGI
Gli Impianti di Trattamento Acque di Prima Pioggia servono per: piazzali di sosta, piazzali di transito, piazzali per parcheggi.
Questi piazzali possono essere in uso a: condomini, centri residenziali, fabbriche ed uffici, autolavaggi, stazioni rifornimento carburante, ambienti pubblici, piazze, strade, autostrade, attività di ristorazione come ristoranti tavole calde, mense, catering, cucine industriali, centri commerciali, piazzali di sosta di aree di servizio o autostradali.

VASCHE DI PRIMA PIOGGIA IN CONTINUO PRODOTTE CON TECNOLOGIE ESCLUSIVE
L’impianto Trattamento Acque Di Prima Pioggia in Continuo Gazebo utilizza vasche in C.A. realizzate con gli innovativi “FRC Gazebo System” o “SCC Gazebo System”, due esclusivi metodi di produzione delle vasche prefabbricate in cemento armato di Gazebo che offrono i più elevati parametri di resistenza a compressione, ad attacchi gelo-disgelo, chimica in ambienti aggressivi, a fessurazione, meccanica a trazione e flessione, ed al fuoco.

Gli Impianti di Prima Pioggia Gazebo
In Continuo garantiscono molti vantaggi

VASCHE INDISTRUTTIBILI
DI ULTIMA GENERAZIONE

FRC GAZEBO SYSTEM
SCC GAZEBO SYSTEM

ASSOLUTA AFFIDABILITÀ
DEI COMPONENTI
MECCANICI

DISOLEATORI STATICI
A NORMA UNI EN 858

TUBAZIONI IN ACCIAIO
INOX AISI 304/316

SALDATURE CERTIFICATE
A NORMA UNI EN ISO 9606-1:2013

ZERO COSTI
DI FERMO IMPIANTO

COMPATTEZZA
PLANIMETRICA

SEMPLICITÀ
DI GESTIONE

RIDOTTI COSTI
DI GESTIONE

FACILE ACCESSIBILITÀ
E AGEVOLE MANUTENZIONE

PERFETTA TENUTA
IDRAULICA

VELOCITÀ
DI MONTAGGIO

In più, in caso di necessità, l’Impianto di Prima Pioggia Gazebo può essere smontato e installato in altro luogo senza problema alcuno per ciò che riguarda le strutture prefabbricate in C.A., i macchinari e gli strumenti elettronici.

Configurazione impiantistica degli Impianti di Prima Pioggia in Continuo

POZZETTO SCOLMATORE O DI BY-PASS

Seleziona le acque meteoriche tramite una soglia tarata in base alla portata servita, per poi convogliarle al relativo impianto di trattamento in continuo.

VASCA DI DISSABBIATURA E DISOLEAZIONE

Permette la sedimentazione delle frazioni solide (terre e sabbie, sassolini, materiale fangoso in genere, ma anche pezzi di gomma, plastica, metallo) che si depositano sul fondo sino al momento della pulizia della vasca stessa.
Prevede una fase di disoleazione in cui avviene la separazione di oli e idrocarburi non emulsionati.

FILTRO ADSORBENTE A COALESCENZA

Utile a rimuovere quelle tracce di sostanze oleose eventualmente presenti.
Inoltre sulla tubazione di uscita è inserito un dispositivo di chiusura automatica a galleggiante (otturatore) che, attivato da un determinato livello di liquido leggero accumulato in superficie, chiude lo scarico impedendo la fuoriuscita dell’olio.

POZZETTO PRELIEVO CAMPIONI

A valle dell’impianto di trattamento dovrà essere installato un pozzetto per prelievo campioni di dimensioni idonee.

Dotazioni standard degli Impianti Prima Pioggia in Continuo

DOTAZIONI STANDARD PER POZZETTO SCOLMATORE

  • Soglia con stramazzo e setti interni in C.A. per regolazione portate

DOTAZIONI STANDARD PER VASCA DI DISSABBIATURA E DISOLEAZIONE

  • Deflettori di flusso in acciaio INOX AISI 304
  • Dispositivo di chiusura automatica ad otturatore a galleggiante in acciaio INOX AISI 304 tarato
    per liquidi leggeri dotato di filtro a coalescenza asportabile in poliuretano espanso a celle aperte

Accessori

  • Rivestimenti specifici per le superfici interne ed esterne della vasca di prima pioggia
  • Coperture pedonali e/o carrabili
  • Chiusini in ghisa sferoidale, lamiera zincata, acciaio INOX
  • Predisposizioni per installazione in presenza di falda acquifera sotterranea
  • Sistema automatico rilevamento livello max. oli

Marcature CE

La vasca di dissabbiatura e disoleazione statica per il trattamento in continuo delle acque di prima pioggia è progettata in conformità alle disposizioni della norma UNI EN 858.

Campi d’impiego

  • Piazzali, Parcheggi
  • Centri logistici
  • Autolavaggi
  • Aree Intermodali
  • Stazioni di rifornimento carburanti
  • Depositi mezzi privati e pubblici

Dimensionamento Impianti di Prima Pioggia in Continuo

Ai fini del dimensionamento di un impianto di prima pioggia in continuo occorre fare riferimento alla normativa che definisce come acque di prima pioggia i primi 5 mm per ogni precipitazione, tenendo quindi conto della intera superficie scolante servita, delle portate e del coefficiente di deflusso.

Le acque di prima pioggia possono essere particolarmente cariche di sostanze inquinanti (quali materiali decantabili, grassi/oli minerali non emulsionati ed idrocarburi) poiché svolgono un’azione di “lavaggio” delle superfici scoperte e dell’atmosfera.

Abbiamo riportato un esempio completo di progettazione per il quale particolare cura è stata rivolta alla funzionalità dell’impianto stesso al fine di minimizzare gli interventi di gestione e manutenzione da parte dell’operatore.

DOCUMENTI TECNICI IMPIANTI PRIMA PIOGGIA IN CONTINUO

I professionisti interessati a voci di capitolato, schemi, schede e disegni tecnici, file dwg e PDF possono accedere alla documentazione tecnica, o per maggiori informazioni compilare il form.

1. SCHEDA TECNICA
SCOLMATORE

2. SCHEDA TECNICA
DISSABBIATORE / DISOLEATORE

DISEGNO TECNICO
IMPIANTI TRATTAMENTO ACQUE DI PRIMA PIOGGIA IN CONTINUO

VOCI DI CAPITOLATO
IMPIANTI TRATTAMENTO ACQUE DI PRIMA PIOGGIA IN CONTINUO

Voci di Capitolato per Impianti Prima Pioggia in Continuo

N.ro ____ IMPIANTO DI TRATTAMENTO “IN CONTINUO” mod. GAZEBO per ACQUE DI PRIMA PIOGGIA monoblocco prefabbricato in C.A. da interrare realizzato con calcestruzzo autocompattante SCC (Self Compacting Concrete), confezionato con CEMENTO PORTLAND conforme a UNI EN 197-1, con aggiunta di minerali tipo I – carbonato di calcio filler ventilato ed inerti conformi a UNI EN 12620, avente resistenza a compressione C50/60 (Rck ≥ 600 Kg./cmq.), classi di esposizione XC4 (cls resistente alla corrosione da carbonatazione), XS2/XD2 (cls resistente alla corrosione da cloruri), XF1 (cls resistente all’attacco del gelo/disgelo) conformi norma UNI EN 206-1, dotato di armature interne d’acciaio ad aderenza migliorata e rete elettrosaldata tipo B450C controllate in stabilimento, il tutto conforme D.M. 17.01.2018, avente superfici esterne ed interne con finitura faccia a vista a totale eliminazione di porosità e nidi di ghiaia – avente le seguenti caratteristiche:

Area superficie impermeabile: ____ m2
Portata prima pioggia: ____ l/s
completo di:

– MANUFATTO SCOLMATORE realizzato con calcestruzzo autocompattante SCC (Self Compacting Concrete), confezionato con CEMENTO PORTLAND conforme a UNI EN 197-1, con aggiunta di minerali tipo I – carbonato di calcio filler ventilato ed inerti conformi a UNI EN 12620, avente resistenza a compressione C50/60 (Rck ≥ 600 Kg./cmq.), classi di esposizione XC4 (cls resistente alla corrosione da carbonatazione), XS2/XD2 (cls resistente alla corrosione da cloruri), XF1 (cls resistente all’attacco del gelo/disgelo) conformi norma UNI EN 206-1, dotato di armature interne d’acciaio ad aderenza migliorata e rete elettrosaldata tipo B450C controllate in stabilimento, il tutto conforme D.M. 17.01.2018, avente superfici esterne ed interne con finitura faccia a vista a totale eliminazione di porosità e nidi di ghiaia corredato di fori di ingresso acqua prima pioggia e by-pass acque seconda pioggia, manicotto in PVC sigillato a perfetta tenuta idraulica per recapito al trattamento, setti divisori verticali interni in C.A. per regolazione portata con relativa lama regolabile in acciaio INOX AISI 304 per taratura stramazzo

Tipo: SPC-__
Dimensioni esterne vasca: cm ____ x ____ x (h=___)
Peso: ql ____

– DISSABBIATORE – DISOLEATORE STATICO A COALESCENZA CLASSE I conforme alla norma UNI EN 858 con certificato CE per grassi/oli minerali e idrocarburi non emulsionati, realizzato con calcestruzzo autocompattante SCC (Self Compacting Concrete), confezionato con CEMENTO PORTLAND conforme a UNI EN 197-1, con aggiunta di minerali tipo I – carbonato di calcio filler ventilato ed inerti conformi a UNI EN 12620, avente resistenza a compressione C50/60 (Rck ≥ 600 Kg./cmq.), classi di esposizione XC4 (cls resistente alla corrosione da carbonatazione), XS2/XD2 (cls resistente alla corrosione da cloruri), XF1 (cls resistente all’attacco del gelo/disgelo) conformi norma UNI EN 206-1, dotato di armature interne d’acciaio ad aderenza migliorata e rete elettrosaldata tipo B450C controllate in stabilimento, il tutto conforme D.M. 17.01.2018, avente superfici esterne ed interne con finitura faccia a vista a totale eliminazione di porosità e nidi di ghiaia completo di manicotti in PVC sigillati a perfetta tenuta idraulica per innesto tubazioni di ingresso/uscita, deviatori di flusso (deflettori) in acciaio INOX AISI 304 posti in prossimità della tubazione di ingresso e passaggio intermedio tra le camere interne, lastra divisoria interna in C.A. sigillata a tenuta idraulica per realizzazione n.ro 2 camere interne di trattamento, zona di accumulo oli, dispositivo otturatore a galleggiante a chiusura automatica tarato per liquidi leggeri con relativo filtro a coalescenza asportabile in poliuretano espanso a base di poliestere con struttura definita ed uniforme dei fori avente porosità 10 ppi (10 pori/pollice) completo di cestello in acciaio INOX AISI 304, carpenteria per staffe in acciaio.

Tipo: DSD-__
Portata nominale disoleatore (NS): ____ l/s
Dimensioni esterne vasca: cm ____ x ____ x (h=___)
Peso: ql ____

N.ro ____ COPERTURA CARRABILE traffico leggero (carico accid. max. = 2.000 Kg/mq) monoblocco prefabbricata in C.A. realizzata con calcestruzzo autocompattante SCC (Self Compacting Concrete), confezionato con CEMENTO PORTLAND conforme a UNI EN 197-1, con aggiunta di minerali tipo I – carbonato di calcio filler ventilato ed inerti conformi a UNI EN 12620, avente resistenza a compressione C50/60 (Rck ≥ 600 Kg./cmq.), classi di esposizione XC4 (cls resistente alla corrosione da carbonatazione), XS2/XD2 (cls resistente alla corrosione da cloruri), XF1 (cls resistente all’attacco del gelo/disgelo) conformi norma UNI EN 206-1, dotata di armature interne d’acciaio ad aderenza migliorata e rete elettrosaldata tipo B450C controllate in stabilimento, il tutto conforme D.M. 17.01.2018, avente superfici esterne ed interne con finitura faccia a vista a totale eliminazione di porosità e nidi di ghiaia – completa di chiusini in ghisa sferoidale C250

Dimensioni esterne copertura: cm ___ x ____ x (spessore=16)
Peso: ql _____

N.ro ____ COPERTURA CARRABILE traffico pesante (carichi stradali di 1° categoria) monoblocco prefabbricata in C.A. realizzata con calcestruzzo autocompattante SCC (Self Compacting Concrete), confezionato con CEMENTO PORTLAND conforme a UNI EN 197-1, con aggiunta di minerali tipo I – carbonato di calcio filler ventilato ed inerti conformi a UNI EN 12620, avente resistenza a compressione C50/60 (Rck ≥ 600 Kg./cmq.), classi di esposizione XC4 (cls resistente alla corrosione da carbonatazione), XS2/XD2 (cls resistente alla corrosione da cloruri), XF1 (cls resistente all’attacco del gelo/disgelo) conformi norma UNI EN 206-1, dotata di armature interne d’acciaio ad aderenza migliorata e rete elettrosaldata tipo B450C controllate in stabilimento, il tutto conforme D.M. 17.01.2018, avente superfici esterne ed interne con finitura faccia a vista a totale eliminazione di porosità e nidi di ghiaia – completa di chiusini in ghisa sferoidale D400

Dimensioni esterne copertura: cm ___ x ____ x (spessore=20)
Peso: ql _____

FAQ – IMPIANTI PRIMA PIOGGIA IN CONTINUO

Quando scegliere un impianto di prima pioggia in continuo rispetto a un sistema con accumulo e rilancio?

Un impianto di prima pioggia in continuo può essere scelto quando il progetto richiede il trattamento delle acque meteoriche direttamente lungo la linea di deflusso, senza prevedere una vasca dedicata all’accumulo temporaneo del primo volume di pioggia.
Questa soluzione è da valutare quando le quote idrauliche, il recapito finale e le portate in ingresso consentono una gestione diretta del flusso.
Un sistema con accumulo e rilancio è invece più indicato quando le acque devono essere trattenute temporaneamente e inviate successivamente al trattamento o allo scarico in modo controllato, ad esempio tramite pompaggio.
La scelta tra le due configurazioni deve tenere conto di superficie scolante, portate, quote disponibili, spazio di installazione, recapito finale e prescrizioni dell’ente competente.

Quali informazioni servono per valutare un impianto di prima pioggia in continuo?

Per una valutazione preliminare sono utili superficie impermeabile da trattare, destinazione d’uso dell’area, schema di raccolta delle acque, recapito finale, quote di ingresso e uscita, presenza di vincoli autorizzativi, traffico previsto sull’area e necessità di coperture carrabili.
Quando disponibili, planimetrie, sezioni, dati pluviometrici, coefficienti di deflusso e indicazioni sulle superfici potenzialmente contaminate aiutano a definire una configurazione più coerente con il progetto.

Per approfondire i principali parametri utilizzati nella progettazione e nel dimensionamento di questa tipologia di impianto è possibile consultare la pagina dedicata al dimensionamento degli impianti di prima pioggia in continuo.

Un impianto in continuo è adatto anche a superfici molto estese?

Un impianto di prima pioggia in continuo può essere valutato anche per superfici estese, ma il dimensionamento deve considerare la superficie scolante effettivamente servita, le portate meteoriche, il coefficiente di deflusso, le quote disponibili e il recapito finale.
Nei progetti più complessi può essere necessario suddividere l’area in più bacini di raccolta, verificare i punti di convogliamento e prevedere più linee o configurazioni impiantistiche distinte.

Per approfondire i criteri utilizzati nel dimensionamento degli impianti di prima pioggia in continuo è possibile consultare la relativa guida tecnica.

Gli impianti in continuo possono essere usati in piazzali con traffico di mezzi pesanti?

Sì, gli impianti in continuo possono essere valutati anche per piazzali soggetti al transito di camion, mezzi operativi o veicoli industriali.
In questi casi non conta solo il trattamento delle acque meteoriche, ma anche la configurazione strutturale dell’installazione.
Coperture, solette, chiusini, profondità di posa, accessibilità per le ispezioni e classi di carico devono essere definiti in funzione dell’uso reale dell’area e dei mezzi previsti.

Un impianto in continuo può essere previsto per centri di raccolta, autofficine o stazioni di servizio?

Sì, può essere valutato per aree dove le acque meteoriche possono entrare in contatto con sedimenti, oli, idrocarburi o residui presenti sulle superfici scoperte.
Rientrano in questi casi centri di raccolta rifiuti, autofficine, aree di deposito, stazioni di servizio, parcheggi di mezzi e piazzali industriali.
La configurazione deve essere definita in base all’attività svolta, al tipo di contaminanti potenzialmente presenti e alle prescrizioni autorizzative applicabili.

Cosa cambia in base al recapito finale delle acque trattate?

Negli impianti in continuo il recapito finale incide non solo sugli aspetti autorizzativi, ma anche sulla configurazione idraulica dell’impianto.
Scarico in fognatura, corpo idrico superficiale o altro recapito possono richiedere verifiche diverse su quote di uscita, pendenze, portate ammesse, eventuale by-pass, rischio di rigurgito e continuità della linea di deflusso.
Per questo motivo il recapito finale deve essere chiarito già nella fase preliminare, insieme alle eventuali indicazioni dell’ente competente e alle quote disponibili sul sito.

Cosa succede se viene scelto un impianto in continuo in un contesto non adatto?

Se la configurazione in continuo non è coerente con le condizioni del sito, possono emergere criticità legate a quote idrauliche insufficienti, recapito finale non compatibile, portate non correttamente valutate, spazi di installazione limitati o difficoltà nella gestione degli eventi meteorici più intensi.
In questi casi può essere necessario modificare lo schema idraulico, rivedere la suddivisione delle superfici scolanti o valutare una soluzione diversa, come un impianto con accumulo e rilancio.
La scelta della configurazione dovrebbe quindi essere fatta prima della definizione esecutiva delle opere, sulla base dei dati tecnici disponibili e delle prescrizioni autorizzative.

Si può intervenire su un impianto in continuo esistente per adeguarlo o modificarlo?

In alcuni casi è possibile valutare interventi su un impianto in continuo esistente, ad esempio quando cambiano le superfici scolanti, il recapito finale, le prescrizioni autorizzative o le condizioni operative dell’area.
L’adeguamento può richiedere verifiche su portate, quote idrauliche, by-pass, sezioni di trattamento, accessibilità per la manutenzione e compatibilità con le opere già installate.
La fattibilità dipende dallo stato dell’impianto, dagli spazi disponibili, dalla documentazione tecnica esistente e dagli obiettivi richiesti dall’ente competente.

È possibile installare un impianto in continuo in presenza di vincoli di spazio o quote idrauliche ridotte?

La fattibilità deve essere verificata caso per caso.
Negli impianti in continuo la continuità idraulica della linea è un aspetto centrale: quote di ingresso e uscita, pendenze delle tubazioni, profondità di posa, posizione del recapito finale e rischio di rigurgito possono influenzare in modo decisivo la configurazione dell’impianto.
Quando gli spazi sono ridotti o le quote sono particolarmente vincolanti, è utile fornire planimetrie, sezioni e indicazioni sullo schema di scarico, così da valutare se la soluzione in continuo sia compatibile con il sito o se siano necessarie configurazioni alternative.

Che tipo di manutenzione richiede un impianto di prima pioggia in continuo?

La manutenzione di un impianto in continuo dipende dalla configurazione adottata, dall’uso dell’area e dal tipo di materiali trascinati dalle acque meteoriche.
In generale sono da prevedere controlli periodici sulle sezioni di sedimentazione e separazione, rimozione dei materiali accumulati, verifica dei punti di passaggio idraulico, ispezione dei chiusini e controllo delle parti soggette a deposito o ostruzione.
La frequenza degli interventi dipende principalmente dal carico di solidi sedimentabili, dalla presenza di oli e idrocarburi e dall’intensità d’uso dell’area servita.
Rispetto a sistemi con accumulo e rilancio, la gestione operativa può essere meno legata al pompaggio, ma non per questo l’impianto deve essere considerato privo di manutenzione.
Frequenza e modalità degli interventi vanno definite in base al progetto, alle condizioni di esercizio e alle prescrizioni applicabili.

Quali errori evitare nella richiesta di un impianto di prima pioggia in continuo?

Gli errori più frequenti sono indicare solo i metri quadrati dell’area senza precisare la superficie scolante effettiva, non distinguere le zone potenzialmente contaminate da quelle escluse dal trattamento, non specificare il recapito finale, trascurare le quote idrauliche o non considerare il traffico previsto sull’area.
Anche l’assenza di planimetrie, sezioni o indicazioni autorizzative può rendere più difficile una valutazione preliminare corretta.
Per ottenere un confronto tecnico più utile è consigliabile raccogliere fin dall’inizio i dati principali dell’area, lo schema di scarico e le eventuali prescrizioni già note.

Gazebo per i Professionisti

Gazebo assiste Progettisti, Impiantisti, Imprese Edili, con calcolo e dimensionamento di impianti e relative vasche di prima pioggia, progettazione gratuita, supporto tecnico, velocità di preparazione del progetto, sopralluoghi in cantiere, assistenza tecnica fino all’installazione, velocità di consegna.

Progettazione gratuita

PROGETTAZIONE
GRATUITA

Supporto tecnico

SUPPORTO
TECNICO

Velocità di preparazione del progetto

VELOCITA’ DI PREPARAZIONE
DEL PROGETTO

Sopralluoghi in cantiere

SOPRALLUOGHI
IN CANTIERE

Assistenza tecnica fino all'installazione

ASSISTENZA TECNICA FINO ALL’INSTALLAZIONE

Velocità di consegna

VELOCITA’
DI CONSEGNA

Progettazione BIM

Gazebo utilizza da tempo un approccio BIM per la progettazione di vasche e Impianti Prima Pioggia in Continuo.

In tal modo supporta al meglio progettisti, appaltatori ed aziende clienti nel pianificare il progetto in maniera estremamente dettagliata, favorendo la collaborazione tra tutte le parti coinvolte, l’integrazione tra i processi e la sostenibilità.

Ecco chi ha già scelto la Qualità Conveniente Gazebo

Gruppo-Hera
Acea
orogel
Technogym
CMC
Pirelli
Ferretti-Group
Sapiem
Saint-Gobain
barilla
Culligan
amadori
Toto
Buzzi-Unicem
Parmalat
Gruppo-Maltauro
Dulevo
Mec3
Selle SMP
Cervino S.p.A.
Imperia Yacht Service
Itinera
Conbio
Astaldi
A2A
Betoncablo
Esercito Italiano
Fincantieri
Granarolo
Marche Multiservizi
Poste Italiane
TechBau
Avio Aero
Petram
Vorn Bioenergy
Coca Cola

Richiedi maggiori informazioni sugli Impianti
di Prima Pioggia
in Continuo.
Mettiti in contatto.





    Dichiaro di aver letto l'informativa privacy.*


    * Campo obbligatorio

    Per news e aggiornamenti iscriviti alla newsletter

    Iscriviti alla Newsletter

    Scopri in esclusiva le ultime novità,
    le soluzioni, gli impianti realizzati
    e molto altro ancora.

    Inserisci la tua mail, sarai sempre aggiornato.